Prescrizione dei crediti dalla somministrazione di gas ed energia elettrica

PRESCRIZIONE DEI CREDITI DA SOMMINISTRAZIONE DI GAS METANO ED ENERGIA ELETTRICA

Avv. Paolo Novelli

Utente a debito
Spesso gli utenti ricevono inaspettate fatture di gas e di luce, anche di notevole importo, dopo molti anni rispetto all’utilizzo dell’energia, e di solito a seguito dei c.d. conguagli. Questa pratica attualmente non risulta più corretta, dopo l’entrata in vigore della normativa regolatrice della materia, Delibera dell’Autorità per l’energia elettrica il gas e il sistema idrico ARG/gas 64/09, che impone ai fornitori di energia di provvedere all’invio delle fatture anche per i c.d. conguagli, entro precisi termini temporali, ovvero:
  1. almeno una volta l'anno per i clienti con consumi di gas fino a 500 Smc/anno;
  2. almeno 2 volte l'anno, per i clienti con consumi di gas superiori a 500 Smc/anno e fino a 1.500 Smc/anno;
  3. almeno 3 volte l'anno, per i clienti con consumi di gas superiori a 1.500 Smc/anno e fino a 5.000 Smc/anno;
  4. almeno una volta al mese per i clienti con consumi di gas superiori a 5.000 Smc/anno;
  5. una volta ogni 4 mesi per i clienti con potenza disponibile non superiore a 16,5 kW;
  6. almeno una volta al mese per i clienti con potenza disponibile superiore a 16,5 kW.
  Tuttavia prima di correre a pagare la fattura del conguaglio bisogna accertarsi della legittimità della pretesa del fornitore. Infatti il conguaglio ricevuto potrebbe dipendere, ad esempio, da un inadempimento del fornitore, che non ha inviato a tempo debito le relative fatture, oppure della società di distribuzione che non ha provveduto ad effettuare le doverose letture. In questi casi il decorso del termine di prescrizione di cinque anni del credito portato in bolletta, decorre comunque da quando il fornitore avrebbe dovuto emettere le fatture a conguaglio nei tempi sopra indicati. Altre volte, invece, i ritardi dell’invio delle fatture dei conguagli degli anni precedenti dipendono da un fatto imputabile all’utente, sia consumatore che azienda, che ad esempio non ha permesso la lettura del contatore, perché installato all’interno della proprietà e non di libero accesso da parte della distribuzione, e/o in caso di rifiuto di concedere l’accesso richiesto in maniera formale da parte di quest’ultima e comunque in caso di mancata comunicazione della lettura nonostante l’invito lasciato dal distributore ad eseguire detta comunicazione. In questi casi il termine di prescrizione decorrerà da quando il venditore ha avuto la possibilità materiale di acquisire la lettura reale. Bisogna accertarsi, quindi, che la società venditrice di energia non stia chiedendo in ritardo il pagamento di presunte somme per periodi di fornitura precedenti ai cinque anni, dal momento in cui avrebbe dovuto compiere la lettura del contatore, anche tramite il distributore, e che non ha fatto per sua responsabilità. In questi casi, infatti, il credito da somministrazione di luce e gas è prescritto, come stabilito dall’art. 2948 n. 4 del codice civile, in cinque anni, trattandosi di somme che devono “pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi”. Quindi tutte le somme chieste dai fornitori passati cinque anni dal momento in cui avrebbe dovuto acquisire la lettura effettiva si intendono prescritte e non vanno pagate; la prescrizione deve essere contestata immediatamente e formalmente anche e soprattutto in giudizio.   Utente a credito Molti utenti tuttavia ignorano di essere loro a credito rispetto al venditore di energia per aver versato somme non dovute o in eccesso rispetto a quanto previsto dal contratto e dalla normativa in materia e invece conteggiato in bolletta. Dall’analisi e dal “riconteggio” della documentazione relative alla fornitura, contratto e bollette pagate nel periodo di vigenza contrattuale, è possibile accertare l’eventuale pagamento di somme non dovute da parte dell’utente. In questo caso è l’utente che mette in mora il fornitore chiedendo la restituzione di quanto pagato illegittimamente in più, potendo fruire non solo dell’azione contrattuale di inadempimento, con la richiesta di risarcimento dei danni subiti, ma anche dell’azione di ripetizione dell’indebito, beneficiando di un termine di prescrizione decennale, per aver versato somme non dovute al fornitore, con diritto agli interessi dal giorno del pagamento se il fornitore ha percepito le somme in mala fede, ovvero sapendo di non poterle percepire, oppure dal giorno della domanda, se il fornitore o chi per esso era in buona fede, come previsto dall’istituto dell’indebito oggettivo, previsto dall’art. 2033 codice civile. Infatti pagare inconsapevolmente una bolletta in misura maggiore del dovuto determina, comunque, una prestazione eccessiva, nella sua entità materiale, ovvero un pagamento senza causa giustificativa, con conseguente diritto alla restituzione delle somme in questione.    
CHIAMA